Cucinare con le erbe

Secondo: livertin marià, quando il luppolo si sposa con uova e aceto

Il luppolo (in piemontese luvertin o anche livertin) nella sua forma più pura e basilare, un concentrato di gusto e semplicità. Il luppolo “marià” (sposato in piemontese), parola ambigua nel suo significato associato al piatto, che sia adatta sia all’indicativo matrimonio tra l’erba e l’uovo, sia per l’unione con l’aceto che dona alla pietanza quel sapore di marinatura (marià appunto…) tipica delle preparazioni in carpione (o alla scapece).

Il luppolo in piemontese è detto luvertin o livertin

Ingredienti (per 2 persone di medio appetito, corporatura e salute)

Ingredienti della collina
Germogli di luppolo 30/40 punte
Ingredienti del droghiere / orto / super
Uova 2
Burro 10 gr
Sale una presa
Aceto due cucchiai

Come si fa

Pulite i germogli e fateli appassire in una padella con il burro e/o volendo un cucchiaio di olio d’oliva, aggiungete un pizzico di sale ed un paio di cucchiai d’acqua, mentre si preparano i germogli in una terrina mescolate le due uova con un pizzico di sale i due cucchiai di aceto ed uno d’acqua, versare il composto in padella continuando a strapazzare, servire immediatamente ancora fumanti. *La stessa preparazione può essere eseguita con le radici di bardana o cardo selvatico (cardo mariano) ovviamente queste erbe devono essere prima tagliate a tocchetti e sbollentate per una decina di minuti (radici e gambi dei cardi), dopodiché si procede come per il luppolo. Volendo gestendo i tempi di cottura per bene è anche possibile ottenere un abbinamento misto davvero stuzzicante.

Alfredo Moretta

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Alfredo Moretta

AlMor: Alfredo Moretta, classe 1974, piemontese di nascita e di cultura, anarchico e indisciplinato bastian contrario. Una vita pizzicata tra il nen bugè e la rivoluzione, tra le passioni e i doveri, tra gli studi storici e il lavoro di falegname degli avi. Accanito lettore, tra il medioevo e l'attualità, ama molto anche scrivere, di tutto un po', è il 2005 quando nasce l'AlMor vignettista che in collaborazione con Claudio Mellana, pubblica su diverse riviste on line. Nasce e cresce invece con lui la passione per la cucina tradizionale piemontese grazie alle donne di famiglia, che gli fanno capire da subito che "voler bene" significa "prendersi cura", e quale modo migliore se non con un buon piatto? Dagli avi apprende anche il piacere di andar per funghi ed erbe (anche se per loro era necessità). Completano il suo amore per la cucina qualche ardita libera invenzione.

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