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Risotto al Barbera, quando il vino rende prelibato un Arborio delle nostre terre…

Mi son sicuro che se el Deo Padre, in la persona invece de imparárghelo al Noè, tanto tempo dopo, sto truco meravigióso de schisciáre l’üga, de trar foeura el vino, ol ghe l’avesse insegnát subito, fin dal prinzipio, all’Adamo, subito, prima dell’Eva, subito!… non sarésmo in sto mundo malarbéto, sarésmo tuti in paradiso, salüt“, disse una volta il premio Nobel per la letteratura del 1997, Dario Fo, e la Barbera, il vitigno a bacca nera più coltivato nelle provincie di Asti e Alessandria, davvero è un vino capace di portare la “pace” su ogni tavola.

Per la prima volta nominato nei catasti di Chieri del 1514, il Barbera (tradizionalmente, la forma femminile è usata per indicare il vino, mentre quella maschile per il vitigno) è un vitigno dalla storia eccezionale, intrinsecamente legata al territorio che ne ha visto le origini e la fortuna. Dalla vibrante acidità e moderata tannicità, la Barbera è un vino che si fa riconoscere per gli intensi aromi di frutti di bosco e il colore rubino, interpretato oggi in un caleidoscopio di versioni diverse e adatte alle diverse esigenze dei suoi tanti consumatori: basti pensare, insomma, che è uno dei pochi rossi che ben si accompagnano al pesce, ottimo da abbinare anche ai grandi “classici” come il nostro Vitello Tonnato. Insomma, uno dei vini più apprezzati sulle tavole piemontesi, ma anche all’estero, dove i suoi vitigni hanno trovato radici anche in colline lontane, come quelle dell’America del sud o della California, la “nuova terra dei vini”.

Ecco qui una ricetta per provare anche voi, in modo diverso, questo nostro vino così speciale: il “risotto al barbera”.

Ingredienti

  • 0.5 l di vino Barbera
  • 350 g di riso, possibilmente della varietà Arborio
  • 100 g di burro
  • 2 cipolle
  • 1 bicchiere di brodo vegetale
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.
  • 70 g di parmigiano grattugiato (se lo si desidera).

Preparazione

Il primo passo nella preparazione del nostro “risotto al Barbera” parte dalla preparazione del soffritto: si consiglia per questa preparazione l’utilizzo delle cipolle dorate, che meglio si prestano a cotture lunghe e donano ai nostri piatti una sfumatura più dolce. Dopo averla affettata finemente, lasciamola imbiondire a fuoco dolce in un tegame assieme ad un cucchiaio d’olio extra vergine d’oliva. Dopo che le cipolle avranno assunto la loro tipica colorazione bionda – facendo attenzione a non bruciarle -, gettiamo in padella anche il riso e facciamolo tostare per non più di due minuti, mescolando con un mestolo di legno in modo che entri in contatto con il fondo caldo della padella.

Bene, è tempo di aggiungere il barbera: facciamo sfumare il riso aggiungendo un bicchiere del nostro vino rosso, lasciando scoperto il tegame fino a quando questo non sarà evaporato, così da insaporirsi per bene. Dopodiché, uniamo il resto del vino, tenendone però da parte un bicchierino; ci servirà a fine cottura.

Dopo aver aggiunto i nostri due mestoli di brodo vegetale, lasciamo procedere la cottura del riso, con i tempi indicati sulla scatola; facciamo attenzione, però, a mescolare di tanto in tanto, così da non farlo attaccare. Aggiungiamo anche, in questo passaggio, il sale, così come sono le nostre esigenze.

Passato il tempo previsto, il riso sarà finalmente cotto; mantechiamo il tutto con il burro e, per chi lo desidera, con il parmigiano grattugiato, ricordando però che il risotto al barbera è un piatto dal sapore molto delicato e che l’aggiunta del formaggio, per quanto molto gustosa, rischia di “coprirne” il suo sapore così particolare.

Perfetto: uniamo al nostro risotto una spolverata di pepe nero ed il restante barbera ed è pronto. Mescoliamo un’ultima volta e serviamolo in tavola ancora caldo: buon appetito.

Mirco Spadaro

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Mirco Spadaro

Classe '98, rivolese di nascita, frequenta il corso di Lettere Antiche a Torino, sotto il simbolo della città. Tra viaggi e libri, è innamorato della tecnologia e della scrittura e cerca, tra articoli e post su siti e giornali online, di congiungere queste due passioni, ora nella sua "carriera" come scrittore, ora con il "popolo di internet".

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