Cucinare con le erbe

Primi piatti: vellutata di primule e polmonaria

Piatto del mondo di mezzo, le erbe regine di questo piatto sono le primissime che possiamo ritrovare fresche sulla Collina di Torino tra il buio dell’inverno che ancora deve finire e la primavera che nelle parti più esposte a sud inizia a riscaldare i pendii. Appunto un piatto che sta li, a cavalo tra due stagioni, in mezzo al guado, Non di rado capiterà di prepararlo in febbraio sentendo già il gusto della primavera che inizia, per essere poi “freddati” nuovamente (è proprio il caso di dirlo) da geli e nevicate che ci riporteranno nell’inverno più deciso e in cui avere a disposizione erbe fresche appena raccolte tornerà ad essere solo una attesa fiduciosa, o un deja vù.

Il piatto è di per sé certamente un primo completo, ideale per le giornate di fine inverno, se realizzato più liquido con cubetti di pane tostato e qualche cubetto di toma da aggiungere appena arriva in tavola si ottiene un piatto unico completo.

Se lo preparate in primavera più inoltrata potete guarnire il piatto con i fiori di primule e polmonaria prima di servirlo.

Ingredienti (per 2 persone di medio appetito, corporatura e salute)

Come si fa

Pulire le foglie di primule e polmonaria e spezzarle grossolanamente con le mani (per la polmonaria eliminare le parti più dure dei gambi) , lessare le due patate , scolarle.

In una pentola di terracotta scaldare il latte, aggiungendo le foglie ed una presa di sale, il burro, mescolando con continuità. Dopo due/tre minuti dall’ebollizione del composto togliere dal fuoco, aggiungere le patate schiacciandole un poco, frullare il tutto con il frullatore ad immersione, servire con una spolverata di formaggio grattugiato (grana, pecorino, di capra secondo i gusti) e una spolverata di granelli di pepe d’acqua pestati (o pepe nero comune). Volendo aggiungendo un mezzo bicchiere di latte a persona si ottiene un risultato più liquefatto, a cui aggiungere  consistenza con dei crostini realizzati con il pane del giorno prima, tagliati a cubetti da uno/due centimetri.

*Nel latte si può aggiungere in ebollizione una foglia di salvia officinalis (comune) che si trova sempre anche d’inverno, avendo cura di toglierla al momento di frullare il tutto perché il suo sapore coprirebbe troppo quello delle altre erbe se frullato insieme ad esse.

AlMor

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Alfredo Moretta

AlMor: Alfredo Moretta, classe 1974, piemontese di nascita e di cultura, anarchico e indisciplinato bastian contrario. Una vita pizzicata tra il nen bugè e la rivoluzione, tra le passioni e i doveri, tra gli studi storici e il lavoro di falegname degli avi. Accanito lettore, tra il medioevo e l'attualità, ama molto anche scrivere, di tutto un po', è il 2005 quando nasce l'AlMor vignettista che in collaborazione con Claudio Mellana, pubblica su diverse riviste on line. Nasce e cresce invece con lui la passione per la cucina tradizionale piemontese grazie alle donne di famiglia, che gli fanno capire da subito che "voler bene" significa "prendersi cura", e quale modo migliore se non con un buon piatto? Dagli avi apprende anche il piacere di andar per funghi ed erbe (anche se per loro era necessità). Completano il suo amore per la cucina qualche ardita libera invenzione.

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