Cucinare con le erbe

E per dessert… frittelle di fiori di sambuco, acacia e glicine

Che bello, che bello quando la collina si riempie di fiori bianchi e candidi e soprattutto buoni! In particolare la nostra è ricca di fiori di sambuco, che è pianta potente, generosissima di fiori e bacche che non si arrende e cresce con poco veramente ovunque! E che dire della maestosa acacia, robinia o gaggia, dai mille nomi ma dal solo unico inconfondibile ed inebriante profumo?

Infine che dire del Glicine profumato, variopinto e vanitoso? Ormai molti ne tengono uno in giardino o nelle recinzioni e pergolati. Nondimeno è una pianta sfuggente, espansiva e adattabilissima, infatti, dandosi alla fuga dai giardini in cui abbiamo tentato di rinchiuderla, la si può trovare un po’ ovunque allo stato spontaneo in collina.

Questa è la ricetta classica dei fiori in pastella, una sferzata di primavera, quando vira all’estate e già pregustiamo le vacanze mentre ci rimpinziamo di frittelle; certo ricetta non adatta a chi ha in animo la prova costume, ma cosa si vuole… per i gourmet della spontaneità è una tappa irrinunciabile che scandisce l’anno culinario.

Ingredienti (per 2 persone di medio appetito, corporatura e salute)

Ingredienti della collina
 Fiori d’acacia a grappoli 6 non troppo apertiFiori di sambuco 6 fiori a ombrello non troppo aperti ne troppo verdi
Fiori di glicine 6 a grappolo sano 
Ingredienti del droghiere/orto/super
Farina bianca 80 gSale una presa
Uovo 1Olio per friggere
Latte intero 160 gZucchero semolato 30 g
Zucchero a velo 50g 

Come si fa

Unire in una terrina possibilmente nell’ordine: latte, uovo e farina e zucchero sbattendo con una frusta sino ad ottenere una pastella ben amalgamata, lasciare riposare per almeno 30/40 minuti in frigorifero, rimescolare bene la pastella e quando l’olio è caldissimo immergere i fiori nella pastella e friggerle. Posarle su un foglio di carta assorbente e spolverare con lo zucchero a velo.

*Se volete per aggiungere libidine le frittelle di fiori possono essere stillate con un filo di miele d’acacia o castagno al posto della spolveratura con lo zucchero a velo.

AlMor

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Alfredo Moretta

AlMor: Alfredo Moretta, classe 1974, piemontese di nascita e di cultura, anarchico e indisciplinato bastian contrario. Una vita pizzicata tra il nen bugè e la rivoluzione, tra le passioni e i doveri, tra gli studi storici e il lavoro di falegname degli avi. Accanito lettore, tra il medioevo e l'attualità, ama molto anche scrivere, di tutto un po', è il 2005 quando nasce l'AlMor vignettista che in collaborazione con Claudio Mellana, pubblica su diverse riviste on line. Nasce e cresce invece con lui la passione per la cucina tradizionale piemontese grazie alle donne di famiglia, che gli fanno capire da subito che "voler bene" significa "prendersi cura", e quale modo migliore se non con un buon piatto? Dagli avi apprende anche il piacere di andar per funghi ed erbe (anche se per loro era necessità). Completano il suo amore per la cucina qualche ardita libera invenzione.

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