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E’ ormai tempo di amarene, assaggiamo quelle di Trofarello nella versione sciroppata

Coltivata principalmente nei comuni di Trofarello e di Moncalieri, le amarene di Trofarello sono un prodotto tipico piemontese, entrate nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) in virtù delle loro “metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura che risultano consolidate nel tempo e sono praticate sul proprio territorio in maniera omogenea e secondo regole tradizionali per un periodo non inferiore ai venticinque anni“.

Cultivar acido a metà strada tra la comune amarena e la ciliegia dolce, la varietà di Trofarello si distingue per il frutto di proporzioni più grosse, di scarsa consistenza, e per il colore scuro ed il sapore agrodolce condito da un lieve retrogusto amarognolo. Ma qual è la storia di questa varietà nostrana così apprezzata e, nonostante questo, così poco diffusa? La coltivazione della ciliegia e dell’amarena nelle colline del Torinese si è avuta a partire dall’inizio del secolo scorso, quando, in conseguenza della distruzione dei vigneti a causa della filossera, Trofarello divenne la sede di un vero e proprio mercato specializzato nella coltivazione delle amarene.

Ricercate in tutta Italia, i “ciresé”, così si chiamavano i raccoglitori di ciliegie ed amarene, venivano a Trofarello durante il periodo di raccolta del prodotto, generalmente luglio, richiamati dalle regioni vicine per la buona possibilità di lavoro. Attivo fino al 1989, il mercato delle amarene di Trofarello esportava in Emilia, Genova e nelle varie industrie locali, ma ad oggi la situazione è molto diversa: negli ultimi vent’anni, infatti, il cultivar non ha trovato grande successo, questo principalmente a causa delle ormai frequenti infestazioni da Ragoletis cerasi e per la difficile conservazione del prodotto, tanto da sembrar ormai destinato a rimaner limitato alla coltivazione familiare.

Oggi vi presentiamo una ricetta per portare anche voi, sulle vostre tavole, questo prodotto nostrano così peculiare: le amarene sciroppate.

Ingredienti

  • 1 kg di amarene di Trofarello
  • 100 g di zucchero bianco
  • 500 ml di acqua

Preparazione

Le amarene sciroppate, oltre che un prodotto molto gustoso da conservare nella propria credenza, sono anche un ottimo modo per approfittare della frutta di stagione e per averla a disposizione praticamente tutto l’anno. Sciroppare le vostre ciliegie non vi richiederà troppo tempo, ma è bene fare attenzione: poiché le amarene di Trofarello difficilmente si trovano negli scaffali dei supermercati, e dato che l’unico modo per procurarsele è quello di coglierle direttamente dall’albero, è bene pulirle accuratamente e fare attenzione a quelle troppo ammaccate.

Per realizzare le ciliegie sciroppate basterà appena un’ora: quindici minuti per la preparazione e circa quarantacinque per la cottura, ma il tempo di riposo prima della consumazione sarà piuttosto lungo; dopo averle preparate, le ciliegie ed i vasetti dovranno riposare in un luogo riparato da luce e calore per almeno un mese, prima di poter essere consumate.

Ma basta perderci in chiacchere e diamo un’occhiata alla preparazione: per prima cosa, laviamo e sbollentiamo i vasetti delle nostre conserve. Avvolgiamoli in un canovaccio, prima di metterli in pentola, così che non si rompano, e, dopo aver coperto con l’acqua, facciamo bollire il tutto per una trentina di minuti, aggiungendo poi anche i tappi.

Prima di togliere dalla pentola, lasciamo raffreddare il tutto; noi, nel frattempo, ci dedicheremo alla pulizia delle ciliegie precedentemente lavate, togliendo loro il nocciolo.

Bene, fatti questi passaggi, è tempo di dedicarsi alla preparazione dello sciroppo, che sarà estremamente semplice: versata l’acqua e lo zucchero necessari in una casseruola, accendiamo il fuoco a fiamma bassa e, semplicemente aspettando, lasciamo che quest’ultimo si sciolga e si amalgami completamente al liquido.

Lasciamo intiepidire e, nel frattempo, dopo aver asciugato i barattoli, riempiamoli con le ciliegie, facendo cura di non schiacciarle troppo. Perfetto: ora, versiamo lo sciroppo fino a 2 cm circa dal bordo del vasetto e, dopo aver dato due leggeri colpi per rimuovere eventuali bolle d’aria, chiudiamo il coperchio con forza, fino a sentire lo scatto della chiusura.

Avvolgiamo nuovamente nel canovaccio e lasciamo bollire in acqua i nostri vasetti di conserva; non serviranno più di dieci minuti. Dopo aver lasciato raffreddare la pentola ed il liquido al suo interno, preleviamo il contenuto. È importante accertarsi che sia avvenuto il sottovuoto: per fare ciò, proviamo a premere il centro del tappo, che dovrà rimanere fisso e non dovrà produrre alcun rumore. In caso contrario, rimettiamo le conserve a sbollentare!

Bene: le nostre ciliegie sciroppate sono pronte. Lasciamole riposare prima di consumarle. Buon appetito a tutti.

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Mirco Spadaro

Classe '98, rivolese di nascita, frequenta il corso di Lettere Antiche a Torino, sotto il simbolo della città. Tra viaggi e libri, è innamorato della tecnologia e della scrittura e cerca, tra articoli e post su siti e giornali online, di congiungere queste due passioni, ora nella sua "carriera" come scrittore, ora con il "popolo di internet".

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