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Con la nocciola Tonda Gentile delle Langhe un arrosto di vitello da leccarsi i baffi

Le nocciole, in Piemonte, non sono come tutti gli altri frutti: il Gianduia, i Baci di dama, il Toron, i Canestrelli e chi più ne ha, più ne metta! Le nocciole, insomma, sono parte fondamentale della tradizione gastronomica piemontese, tanto presenti nelle ricette più storiche, quelle più fieramente legate agli usi ed ai costumi della nostra regione, quanto in quelle più “popolari e moderne”, come nell’inossidabile Nutella. Ma qual è la storia di questo prodotto così speciale? Il nocciolo, seguendo il fiume del tempo, ha una storia quasi millenaria: una delle prime piante coltivate dall’uomo, il nostro protagonista compare tra le culture umane circa 5000 anni fa, al tempo individuato come una pianta dalle proprietà medicinali e benefiche. Oggi apprezzato in molti piatti e ricette tipiche, è enorme l’espansione che la coltivazione di questo frutto ha conosciuto nel nostro paese negli anni ’60-’70 a seguito di richieste sempre maggiori del prodotto nell’industria dolciaria locale.

In Piemonte, la varietà più conosciuta è sicuramente la “Tonda Gentile delle Langhe IGP”, che grazie alle sue proprietà uniche, tra cui la buona conservabilità e la facilità di lavorazione, è diventata una protagonista di innumerevoli ricette. Curiosi di scoprire il suo sapore? Provate questa ricetta: l’arrosto alle nocciole delle Langhe.

La tonda Gentile delle Langhe IGP è protagonista di innumerevoli ricette

Ingredienti

  • 800 g di noce di vitello
  • 200 g di nocciole Gentile delle Langhe IGP
  • 50 g di burro
  • 80 gr Farina
  • 2  cipolle piccole
  • 2-3 cucchiai di Marsala
  • brodo vegetale q.b.
  • sale q.b.
  • rosmarino
  • alloro

Preparazione

Il primo passo nella preparazione del nostro “arrosto alle nocciole delle Langhe” parte dalla pulizia delle verdure: per prima cosa, partiamo dalle cipolle. Con un coltello dalla lama liscia, dopo eliminato l’estremità butterate dove erano attaccate le radici, puliamo la scorza superficiale, eliminandola, e riduciamo l’ingrediente a dadini. In una pentola capiente, lasciamo rosolare la cipolla con il burro, fino a fargli acquistare il tipico aspetto dorato. Condiamo con rosmarino ed alloro. È tempo di aggiungere il vitello! Dopo averla legata stretta con uno spago (così da mantenere la compattezza della carne) lasciamo rosolare la carne per qualche minuto, girandola di tanto in tanto: in questo modo si formerà la tipica crosticina dorata che tanto è apprezzata. Bagniamo il tutto con il Marsala ed un mestolo capiente di brodo e, su fuoco basso e rigorosamente coperto col coperchio, lasciamo cuocere il nostro arrosto per 40 di minuti circa. È importante, di tanto in tanto, controllare il livello del liquido e, se necessario, rabboccarlo; noi, nel frattempo, ci occuperemo delle nocciole.

Tostiamole leggermente e leviamo loro la pellicina: tristiamo le nocciole appena lavorate in un mixer. Fatto ciò, tostiamo la farina per pochi minuti, fino a che non assumerà una colorazione leggermente dorata.

Bene: torniamo alla nostra carne. Dopo aver eliminato dal tegame l’arrosto (che ovviamente terremo da parte), il rosmarino, e l’alloro, aggiungiamo alla bagna rimasta la farina appena lavorata, lasciando il tutto sul fuoco e mescolando fino ad ottenere una salsa densa ed uniforme. Se la salsa vi sembra troppo densa, non disperate: per renderla più liquida e cremosa basterà aggiungere un po’ di brodo!

Dopo aver tagliato l’arrosto in fette dallo spessore di 1 cm circa, rimettiamo la carne tagliata nel tegame assieme alla salsa, e lasciamo sobbollire il tutto per qualche minuto.

Perfetto: il nostro “arrosto alle nocciole delle Langhe” è pronto: serviamolo ai nostri ospiti ancora caldo, magari accompagnando il tutto con qualche patata novella cotta al forno. Buon appetito!

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Mirco Spadaro

Classe '98, rivolese di nascita, frequenta il corso di Lettere Antiche a Torino, sotto il simbolo della città. Tra viaggi e libri, è innamorato della tecnologia e della scrittura e cerca, tra articoli e post su siti e giornali online, di congiungere queste due passioni, ora nella sua "carriera" come scrittore, ora con il "popolo di internet".

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