ContorniΩ PRIMO PIANO

Con i “barbaboch” tante ricette da portare in tavola: come prepararli al prezzemolo

In piemontese si chiamano barbaboch, mentre in Italia sono conosciuti soprattutto come scorzanera, mentre l’appellativo scientifico è tragopogon: tanti nomi per un’unica pianta e tante ricette da portare a tavola. Povero di calorie e ricchissimo di vitamine, tra cui la A, la B2, la B6 e tanto ferro, calcio, fosforo e manganese, il barbaboch è anche, grazia alla presenza di inulina e levulina, un prodotto perfetto per le persone affette da diabete o costrette ad usare un occhio di riguardo nella loro alimentazione. Radice della stessa famiglia dei più conosciuti radicchio e topinambur, il barbaboch, prima lontano dalle cucine a causa del suo sapore molto particolare e del suo aspetto, per alcuni, poco invitante, sta conoscendo in questi anni una forte rivalutazione.

Originario dell’Europa Orientale, dove era conosciuto con il nome di “Barba di Becco”, viene attualmente coltivato in Piemonte e Liguria, ma attenzione: il suo nome non deriverebbe dal colore della scorza, che se rimossa genera appunto un colore scuro, bensì dal termine catalano “escorso”, che significa vipera. Nel medioevo, infatti, il nostro protagonista era considerato un antidoto al morso di suddetti serpenti.

Lunga radice di color beige, irregolare e bitorzoluta, il barbaboch potrebbe apparire poco appetibile a prima vista, e anche piuttosto laboriosa da pulire, ma è importante non farsi scoraggiare: la pianta in questione, dal sapore originale e delicato, è un perfetto accompagnamento per molte ricette e numerosissimi piatti. Eccone qui una, per provare anche voi a portare sulle vostre tavole questo singolare prodotto nostrano, il barbaboch al prezzemolo.

Ingredienti (per 4 persone)

  • 600 g di scorzonera
  • 3 cucchiai di olio e.v.o
  • 2 scalogni
  • 3 ciuffi di prezzemolo
  • 1 limone biologico
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.

Preparazione

Il primo passo nella preparazione della nostra “scorzonera al prezzemolo” parte, com’è ovvio, dalla pulizia del nostro ingrediente principale: muniti di guanti da cucina, sciacquiamo e puliamo con attenzione la nostra scorzonera sotto abbondante acqua corrente. Dopodiché, con un semplice pelapatate, mondiamo la pianta ed eliminiamo le estremità superiori ed inferiori, facendo cura di pelare anche lo strato più esterno. È importante prestare una certa attenzione a questo passaggio: la scorzonera colora facilmente, tanto i tessuti quanto le mani, ed i guanti da cucina ed un grembiule sono in questo caso una protezione importante per evitare noiose macchie sui vestiti. Dopo aver spremuto metà limone in una ciotola con dell’acqua, mettiamoci a bagno la nostra scorza nera: in questo modo, mentre ci preoccuperemo della preparazione del resto degli ingredienti, la radice manterrà il suo tipico colore bianco-latte, senza scurirsi, com’è normale, a contatto con l’aria.

Bene, ora che abbiamo pulito i nostri ingredienti, è tempo di cucinare: mettiamo sul fuoco una pentola piena d’acqua e portiamola a bollore. A questo punto, scoliamo le nostre radici e versiamole nell’acqua bollente, alla quale aggiungeremo la rimanente parte di succo di limone. Saliamo a piacere e lasciamo a sbollire per una quindicina di minuti, a seconda dello spessore della scorzonera.

Noi, nel frattempo, ci concentreremo sulla preparazione del prezzemolo, che laveremo e triteremo grossolanamente. Su una padella bagnata con un filo d’olio, gettiamo gli scalogni appena sbucciati ed affettati, facendoli soffriggere per un minuto circa. Passato il tempo previsto, aggiungiamo la scorzonera e la scorza del limone appena grattugiata, cuocendo il tutto a fiamma alta per 5-10 minuti e girando di tanto in tanto con un mestolo di legno. Spegniamo il fuoco e regoliamo di sale e pepe secondo i gusti: bene, la nostra “scorzonera al prezzemolo” è pronta: serviamola ai nostri ospiti, magari accompagnando il tutto da un buon calice di vino Arneis e da una granella di nocciole da aggiungere a piacere.

Mirco Spadaro

Advertisement

Mirco Spadaro

Classe '98, rivolese di nascita, frequenta il corso di Lettere Antiche a Torino, sotto il simbolo della città. Tra viaggi e libri, è innamorato della tecnologia e della scrittura e cerca, tra articoli e post su siti e giornali online, di congiungere queste due passioni, ora nella sua "carriera" come scrittore, ora con il "popolo di internet".

Articoli correlati

Back to top button